La misura della felicità di Gabrielle Zevin

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Titolo:La misura della felicità
Titolo originale:
The Storied Life of A.J. Fikry
Autore:
Gabrielle Zevin
Traduttore: Maria Dompè
Editore: Nord
Prezzo: 16, 00 €
Data di uscita: 19 giugno
Genere: romanzo
Pagine: 313

A.J. Fikry è un burbero libraio trentanovenne dall’aria snob. Nella sua deliziosa libreria, la Island books, a Alice Island, un’ isoletta del Massachusetts (che ricorda molto Martha’s Vineyard) c’ posto solo per i libri che piaccono a lui. Conduce una vita disordinata, si nutre di junk food e spesso si rifugia nell’alcol. Ah, litiga pure con l’agente commerciale di una casa editrice e con un altro ha un feroce scambio su David Foster Wallace, che A. J. trova un autore sopravvalutato: «Infinite Jest è una gara di resistenza», (mi trema la mano solo a riportare questa opinione su uno dei mie autori di culto).
Ma non finisce qui. A.J. trova ripugnanti le biografie sportive, i libri per ragazzi o bambini, niente sopra le quattrocento pagine, gli esordienti, i libri tradotti, il post-modernismo, i chick-lit, i fantasy, i libri con vampiri e Proust lo annoia a tal punto che il libraio si dichiara persino contento di non dover leggere tutta la Recherche. Ma esiste un motivo, oltre al gusto personale, per tanta asprezza caratteriale: due anni prima A.J. ha perso sua moglie Nic, una poetessa oltre che libraia e donna affascinante, in un incidente d’auto.
Da allora vive isolato, niente più presentazioni di libri, né amabili chiacchiere con i clienti. Così la sua piccola libreria indie, visto il suo caratteraccio, fa pochissimi incassi. Gli unici amici di A.J. sono un rara copia del Tamerlane di Edgar Allan Poe, sua cognata Ismay con il marito Daniel, e il detective Lambiase che, frequentando la Island books, diventerà un forte lettore e organizzatore di un Book Club. Una sera il destino riserverà un imprevisto che indurrà A.J. a cambiare totalmente vita, permettendogli di tornare a sorridere e amare incondizionatamente. La cosa più importante è che A.J. ritroverà non solo la sua sensibilità di lettore, imparando ad allargare i suoi orizzonti letterari, ma quella di uomo.

Ogni capitolo si apre con un invito alla lettura di un racconto scritto da A.J. , una scheda che non è solo il consiglio di un libraio ma il lascito di un padre allazevin english persona che ama di più al mondo. Un romanzo ricco di colpi di scena, dove la morte compare di frequente e arriva improvvisamente,  e  denso di misteri che alla fine verranno tutti svelati.

La Zevin sa tenere alta l’attenzione del lettore con una trama intricata dove ogni personaggio ha un ruolo incisivo nella vita degli altri. Ironia, romanticismo e suspense vi faranno venire sicuramente voglia di trasferirvi almeno per un po’ a Alice Island. Molto divertente la parte che riguarda uno scrittore ospite a una presentazione, in effetti il libro rivela da parte dell’autrice una profonda conoscenza del mondo editoriale. Gabrielle Zevin è al suo ottavo libro pubblicato, e con questo romanzo ha voluto scrivere un piccolo omaggio dedicato alla letteratura.
I personaggi della Misura della felicità sono ciò che leggono e grazie ai libri smettono di essere soli. Le donne di questa storia, in particolar modo, credono nella volontà di comunicare la loro passione, restituendo a A.J. vivacità e flessibilità intellettuale, perché: «Nessun uomo è un’ isola. Ogni libro è un mondo». L’amore per la lettura va condiviso e, soprattutto, trasmmesso. E poi: «nessuno posto è un bel posto senza una libreria».
In America il libro è piaciuto per il suo messaggio positivo sul futuro dei libri e delle librerie, difatti La misura della felicità – che ho letto nella scorrevole traduzione di Maria Dompè – è un romanzo contagioso che stimola e invita a leggere per vivere meglio, e per scrivere meglio. La sensazione quando si finisce l’ultimo capitolo è di correre in libreria a cercare i racconti di Roald Dahl, Richard Bausch, J.D. Salinger, Raymond Carver, Fannery O’Connor, Katherine Mansfield, Ernest Hemingway, Amy Hempel, Grace Paley, Aimee Bender, Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald, Bret Harte, Irwin Shaw, ZZ Paker, citati da A.J. (Scusa, A.J., ma io continuo anche con Wallace e Proust).

Un libro  per chi ama i libri e pensa che siamo ciò che leggiamo. Munitevi di carta e penna per segnarvi una serie di titoli interessanti da andare a scovare in libreria.

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