Anteprima: ‘Nel mondo a venire’ di Ben Lerner

5088-3Titolo: Nel mondo a venire
Titolo originale
: 10:04
Traduttore: Martina Testa
Autore: Ben Lerner
Data di uscita: 2015, Sellerio
Genere: Romanzo
Pagine: 300
Prezzo: 16, euro

E partiamo dal titolo di questo secondo romanzo di Ben Lerner, pubblicato il 2 settembre in America (con furor di critica), che uscirà in Italia nel 2015 per Sellerio (intanto,  qui potete leggere la bella recensione di Cristiano De Majo su Rivista Studio).
Dicevamo? Ah sì, il curioso titolo originale – 10:04 – ispirato al film, diretto da Robert Zemeckis nel 1985, Ritorno al Futuro. Non a caso si tratta di un orario perchè in questo romanzo la cronologia è tutto. Nello specifico, nel #filmcampionedincassi le lancette dell’orologio di Hill Valley sono ferme alle 10 & quattro minuti da decenni a causa di un fulmine; e quella è anche l’ora esatta in cui Marty McFly/Michael J. Fox può viaggiare nel tempo sulla sua DeLorain trasformata in Time Machine da Doc/Christopher Lloyd, il bizzarro scienziato con i capelli che sembrano zucchero filato. E Ritorno al futuro è uno dei film preferiti del protagonista del libro, ovvero Ben Lerner in una versione fictional di sé. Vi vedo già esclamare: «Nulla di strano, del resto Un uomo di passaggio, il primo libro di Ben Lerner – poeta e saggista con all’attivo tre raccolte di poesia – era autobiobrafico, peraltro è stato accolto favorelvolemente dalla critica che gli ha conferito anche un Believer Book Award nel 2012, e gli ha garantito la stima di molti suoi contemporanei tra i quali Sheila Heti, Geoff Dyer e Jonathan Franzen!». Be’, sappiate che Il mondo a venire, ma io preferisco 10:04,  vi stupirà. Non è un’autobiografia. E non è neanche un romanzo.

Back to the Future, di Robert Zemeckis

Back to the Future, di Robert Zemeckis

Immaginate un libro sospeso a metà tra fiction e nonfiction in cui fatti realmente accaduti, come le tempeste che si sono abbattute su New York di recente o un soggiorno in una residenza per scrittori in Texas (la splendida Chinati Foundation a Marfa, dove il protagonista soggiorna, scrive poesie e sperimenta con qualche sostanza psicoattiva), si fondono con l’invenzione.

– Ma qual è , allora, il confine in questo romanzo in cui il flusso di pensieri del protagonista ci fa vagare amabilmente in una vita fatta di incertezze sentimentali, relazioni platoniche o sessuali belle incasinate, un romanzo – che poi è quello che leggiamo –  in fase di produzione, splendide gallerie d’arte a New York, agenti che ti pagano favolosi pranzi a base di polipetti massaggiati fino alla morte? Ecco, be’… nessun confine.
– …
– No, davvero. Dico sul serio. Impossibile tracciare un confine in questo eperimento ottimamente riuscito di metafiction. Perchè la cosa interessante è ciò che si muove attorno a quell’indefinibile confine.
10:04  è un libro sul ricordo e sulla scrittura e Ben Lerner ha scelto di non seguire una trama canonica e neanche un genere, ma di oscillare tra realtà e immaginazione. E tutto 104oscilla nel libro: New York vive nella paura dell’imminente tempesta (ne affronta due nel romanzo), la migliore amica dell’autore gli chiede di fare un figlio insieme (ma con l’inseminazione artificiale) senza però diventare una coppia. La sua salute è incerta, le luci della città tremolano, l’incertezza regna sovrana. E il tempo sembra dilatarsi nell’attesa. Ecco, un’altra cosa interessante del romanzo è proprio la flessibilità del tempo, che diventa una materia plasmabile. In 10:04 ci sono continui salti temporali: inizialmente ci troviamo seduti a parlare con l’agente di Ben Lerner che gli promette un contratto a sei cifre (ah, se penso al mio striminzito Modello Unico …!), poi in un ospedale, il celebre Mount Sinai, nel quale all’autore viene diagnosticata una grave patologia. In seguito, finiamo di nuovo nel ristorante di Chelsea a parlare del libro in uscita, poi facciamo un salto all’epoca Reganiana per scoprire un commovente discorso del Presidente (scritto da Peggy Noonan) dopo l’esplosione del Challenger nel 1986, (lo shuttle ospitava tra gli atronauti una professoressa destinata purtroppo a non entrare mai nello spazio) e che indusse l’autore – allora settenne – a diventare un poeta.

Ben Lerner al Metropolitan Museum di New York

Ben Lerner al Metropolitan Museum di New York

Immaginazione e memoria, dunque, oscillano nell’esistenza dell’autore protagonista e nulla sembra essere definito, né completamente afferrabile: la sua migliore amica che non si innamora di lui, i ricordi intermittenti, la carriera di scrittore e, per l’appunto, lo scorrere del Tempo. The Clock è l’installazione di Christian Marclay citata nel romanzo, che ha ispirato il titolo del libro – insieme al film di Robert Zemeckis. Si tratta di un’opera che mostra l’ora 24 ore su 24 tramite un lungo video ottenuto montando clip da film, trasmissioni televisive, orologi, gente che ci dice che ora è esattamente nel momento preciso in cui l’ora scocca nel mondo reale.
Insomma, proprio come il romanzo di Ben lerner, The Clock è un viaggio nel tempo passato, una sosta nel presente e un’esplorazione nel futuro (che potete ammirare qui). E 10:04 è un libro molto, ma molto interessante sulle possibilità, sulla sovrapposizione e moltiplicazione di tanti tempi futuri a nostra disposizione. Un romanzo che a mio avviso inserisce l’autore tra i Grandi Narratori Americani, scritto in una lingua poetica, con una prosa fluida e raffinata che si muove naturalmente in un territorio narrativo misterioso nel quale, ha dichiarato Ben Lerner al New York Times, “uno strappo nel tessuto di una storia lascia entrare una specie di luce”.

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